Le nuove norme edilizie in Toscana

da Rosie Cade
25 May 2009

La Toscana è la prima regione a legiferare sulle norma applicative del decreto legge che metterà in atto il cosiddetto “Piano Casa”, anticipando i novanta giorni di tempo che il Governo ha riservato alle regioni perché possano legiferare per quanto di loro competenza. Il Consiglio Regionale ha, infatti, approvato - con un’ampia maggioranza - una legge sull’edilizia indicata con il nome di “Misure urgenti e straordinarie volte al rilancio dell’economia e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente” e che rimarrà in vigore fino alla fine del 2010.

L’intervento legislativo risale ai primi di maggio e, oltre a non contenere deroghe per i regolamenti comunali, si attiene a quanto indicato dal Decreto ministeriale 1444 del 1968 per quanto riguarda le altezze massime delle costruzioni e le loro distanze minime. Gli interventi di ristrutturazione o riqualificazione potranno interessare sia le abitazioni bifamiliari o unifamiliari che, e questo è un elemento interessante, edifici non residenziali, ma a condizione che la superficie utile totale sia inferiore a 350 metri quadri.

Per beneficiare della norma, le costruzioni devono essere registrati al catasto con data antecedente al 31 marzo scorso o per i quali, a quella data, fosse già stata fatta richiesta di variazione catastale. D’altra parte la norma esclude, invece, gli edifici ritenuti abusivi o, che hanno beneficiato di condoni e quelli che si trovano all’interno di riserve naturali e centri storici, oltre a quelli che sono giudicati “di particolare valore storico, architettonico o culturale”. Altra condizione è che le abitazioni siano posizionate in centri abitati e in zone non soggette a rischi idrogeologici.

Gli interventi che sono ammessi per le unità abitative permettono ampliamenti di fino al 20% del volume iniziale per edifici di volumetria inferiore a mille metri cubi, vale a dire che al massimo si potrà effettuare un ampliamento di 200 mc. Se si decide di procedere alla demolizione dell’immobile e successiva ricostruzione allora si potrà effettuare un ampliamento di fino al 35%.

Per quanto riguarda gli edifici a destinazione non residenziale, i limiti di ampliamento sono gli stessi (20% e 35% in caso di abbattimento e riedificazione), ma l’ampliamento complessivo non potrà superare i 70 mq.

Chi volesse iniziare un intervento di ampliamento sarà sufficiente presentare una “Dichiarazione di inizio attività” ma l’edificio non potrà poi subire ulteriori modifiche per un periodo di 5 anni dal momento della comunicazione di termine dei lavori. Non viene consentito alcun cambio della destinazione d’uso, neppure nel caso di demolizione e ricostruzione, inoltre in questo tipo di interventi si dovrà avere cura di applicare le norme in materia di abbattimento delle barriere architettoniche e di efficienza energetica. In particolare in caso di ampliamento dovrà essere ridotto del 20% l’impatto del riscaldamento (valore che sale al 50% per i casi di ricostruzione dopo abbattimento), per quello che riguarda il condizionamento, invece, non potranno essere utilizzati più di 30 Kw/h per metro quadrato per anno.

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Ancora case da sogno, anzi… chiese

da Rosie Cade
20 May 2009

L’argomento delle case da sogno era destinato ad avere un periodo di riposo ma, neanche a farlo apposta, è spuntata oggi la notizia di una casa così particolare che non è possibile fare a meno di menzionarla in un blog di argomento immobiliare.

Lutheran Norwegian (da Boing Boing)

Lutheran Norwegian (da Boing Boing)

Infatti a San Francisco è stata messa in vendita una casa molto speciale, realizzata ristrutturando un edificio dei primi del secolo scorso e che ha passato la maggior parte degli scorsi 110 anni con una destinazione d’uso molto differente da quella residenziale. Leggi di più…

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Risparmio verde

da Rosie Cade
19 May 2009

Se invece dell’euro avessimo i dollari il gioco di parole verrebbe piuttosto bene: risparmiare energia in modo ecologico significa anche risparmiare “verdoni” (per dirla con la terminologia di Topolino), ma visto che le banconote da 100 euro sono verdi e che risparmiare almeno un centinaio di euro (ma spesso molto di più) investendo saggiamente in energia non è difficile, proseguiamo nella sicurezza che il titolo funziona.
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Case da sogno… case di design

da Rosie Cade
18 May 2009

Mettere su casa con una proprietà immobiliare è un’impresa che si può affrontare in tanti modi diversi, dal rivolgersi ad un muratore artigiano esperto che costruirà una abitazione semplice e convenzionale, all’acquisto “sulla carta” di un’offerta della locale cooperativa edilizia, all’investimento su una abitazione d’epoca recentemente ristrutturata oppure, se se ne hanno mezzi e opportunità, rivolgersi ad un architetto o a uno studio di design per farsi progettare un immobile escluisivo e d’immagine, plasmato su quelle che sono le nostre esigenze e i nostri desideri.

Vediamo qualche esempio, Leggi di più…

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Calano i tassi, ma non i mutui

da Rosie Cade
8 May 2009

La Eurotower di Francoforte

La "Eurotower" di Francoforte

È notizia di ieri che la Banca Centrale Europea ha deciso un nuovo taglio del costo del denaro pari a 25 punti base. La modifica andrà a colpire il denaro prestato in tutta la zona che utilizza l’Euro come moneta di scambio, la cosiddetta Eurozona. Sfortunatamente il risparmio andrà a beneficio soltanto delle banche e degli enti finanziari ma non toccherà i mutui e, anzi, sarà dannoso per i risparmiatori che si vedranno con ogni probabilità ridurre presto gli interessi attivi su conti correnti e investimenti.

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Facciamo il punto sugli affitti

da Rosie Cade
7 May 2009

Pochi giorni fa il centro studi di Tecnocasa ha pubblicato il suo rapporto semestrale sulle locazioni. Il documento offre una panoramica sullo stato del mercato immobiliare per quanto riguarda gli affitti che, prevedibilmente, hanno risentito della crisi e mostrato una diminuzione dei canoni di locazione anche se le città più richieste (Roma e Milano), rimangono particolarmente costose. Con prezzi medi per un bilocale pari a, rispettivamente, 850 euro e 750-1000 euro.

Confermate le tendenze per le tipologie di case maggiormente ricercate. I trilocali attirano il 34% delle rischieste e i bilocali il 38%, i locatari cercano zone centrali nel 39% dei casi ma la maggioranza preferisce zone più tranquille a ridosso del centro, le cosiddette “semi-centrali”, desiderate nel 54% dei casi, lo studio prevede che queste tipologie vedranno un aumento nei primi mesi di quest’anno.

La seconda metà del 2008 ha, invece, visto una riduzione media generalizzata dei canoni, pari all’1% nel segmento dei bi- e trilocali, mentre questo tipo di abitazioni ha visto un calo medio del 2% nelle grandi aree metropolitane. Il calo più significativo è stato registrato a Bologna, con un -4,2% . Lo studio di Tecnocasa dimostra anche che la richiesta di abitazioni in affitto è sostenuta in particolar modo dalle difficoltà di accedere al credito - accentuate dal credit-crunch collegato alla crisi economica - delle famiglie neoformate, dei cittadini stranieri e dei single che si spostano per lavoro. Queste fasce demografiche non riescono (o non desiderano nel caso del nomadismo da lavoro) ad acquistare un immobile e, quindi, si vedono costrette a rivolgersi al mercato delle locazioni. La riduzione dei canoni, pur limitata, è anche da ascrivere al fatto che il mercato era in ascesa da alcuni anni e, quindi, prima o poi ci si aspettava una stabilizzazione e un calo come quello che si è in effetti verificato. Nelle città universitarie non si può poi considerare l’agguerrito mercato degli affitti per studenti che, però, è più difficile da monitorare vista la tendenza a operare “in nero”.

D’altra parte è anche aumentato l’interesse per l’acquisto, rivela lo studio, grazie al crollo dei tassi di interesse e all’attenzione posta al mattone in periodi di crisi, quando il suo status di bene rifugio classico viene ad acquisire una maggiore importanza che non in condizioni di economia vivace, quando altri investimenti a maggiore rendimento nel breve e medio periodo risultano avere una maggiore attrattiva. Leggi di più…

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Un progetto per urbanizzare le baraccopoli

da Rosie Cade
6 May 2009

Un tipo di abitazione molto particolare, e situate all’estremo opposto di quelle che sono oggetto di interesse del mercato immobiliare, sono le case di fortuna che costituiscono le baraccopoli, note anche come bidonville o, con termine altrettanto dispregiativo ma meno volgare, “slums”.

Riqualificare le bidonville

Riqualificare le bidonville

Chi si trova a vivere in queste condizioni solitamente pensa più alle esigenze legate alla sopravvivenza immediata che non all’evoluzione architettonica della sua casa. Ma una via per uscire da queste situazioni spesso drammatiche passa anche dalla riqualificazione delle baraccopoli per trasformarle, lentamente e con gradualità, in sobborghi urbanizzati, puliti e vivibili.

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Ma che casa e casa d’Egitto…

da Rosie Cade
5 May 2009

Prendiamo  in prestito il modo di dire, e lo storpiamo un pochino, per introdurre una opportunità immobiliare dotata di un certo fascino. Vale a dire l’idea di comprare una casa per le vacanze, ma anche per risiederci se lo si desidera, sulle rive del Mar Rosso. Infatti, pur essendo l’Egitto uno stato con un territorio molto esteso, buona parte è deserto e le altre zone non raggiungono ancora standard che sarebbero da molti ritenuti sufficienti per vivere stabilmente nella zona.

 

costruzioni vicino al mare in Egitto

costruzioni vicino al mare in Egitto

 

 

Il Sinai e la costa orientale - affacciata sul Mar Rosso - sono, invece, una meta turistica particolarmente cara agli europei e a noi italiani in particolare, che spesso tendiamo a considerarla una sorta di riviera per vacanze economiche, o comunque dall’elevato rapporto costo/benefici. La distanza relativamente breve dall’Italia, il fatto che si raggiunga in 3-4 ore di aereo e che molti degli abitanti della zona che sono a contatto con i turisti, parlino discretamente la nostra lingua sono tutti considerati vantaggi.

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La crisi e le case galleggianti

da Rosie Cade
4 May 2009

In questi tempi di discesa dei tassi e dei prezzi delle abitazioni, investire nel mattone è ancora sicuro e attualmente anche abbastanza conveniente, seppure non per chi desidera aumentare rapidamente il valore del capitale che decide di investire nell’immobile che acquiesterà. I media ci ripetono in continuazione che la crisi è nata in USA, dagli ormai famosi -anzi famigerati- mutui “subprime” che, non appena l’economia ha rallentato, si sono afflosciati facendo traballare le banche che a loro si appoggiavano. Sempre in tv e in rete si sono viste le sistemazioni di fortuna di chi si è visto confiscare la casa, in quanto non più in grado di fare fronte alle rate del muto, e si è dovuto arrangiare a vivere in tendopoli che, a quanto pare, sono arrivate ad essere oltre 150 con città come Sacramento che starebbero valutando se e come destinare delle aree di terreno pubblico a questo uso.

Houseboat nei dintorni di Seattle

Houseboat nei dintorni di Seattle

Il caso americano, fortunatamente per noi, è molto differente da quello che accade in Italia e, in generale, in Europa, dove l’accesso al credito immobilaire è sempre stato più difficile e, quindi, non si sono avute masse ingenti di persone non più in grado, tutte piò o meno allo stesso momento, di non coprire più il dovuto. Leggi di più…

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Riparliamo di assicurazioni contro le catastrofi

da Rosie Cade
30 April 2009

Torniamo a parlare delle assicurazioni per proteggere i beni immobili dagli effetti di catastrofi ed altri eventi naturali in seguito a quanto ha dichiarato il Presidente dell’Ania (Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici) Fabio Cerchiati che sostiene che se l’assicurazione contro le catastrofi divenisse obbligatoria per tutte le abitazioni presenti sul suolo nazionale, sarebbe possibile ottenerla con premi di importo piuttosto basso, dell’ordine di grandezza di poche centinaia di euro l’anno.


Una delle opzioni per contenere i costi è la creazione di un modello misto, cooperativo, tra privati cittadini e Stato che dovrebbe esercitare un ruolo di controllo e di garante per catastrofi di dimensioni tali da non essere interamente sopportabili dall’industria delle assicurazioni. Un modello di questo tipo viene utilizzato in alcuni Paesi europei, tra cui la Francia, e prevede un meccanismo di compensazione nel quale parte di quello che viene versato alle aziende assicurative venga passato allo Stato per garantire la copertura dei costi che eccedono le possibilità delle assicurazioni stesse.

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