Evasioni fiscali da record in Costa Smeralda

da Rosie Cade
13 December 2008

Yacht, resorts, villaggi, hotel e residence a cinque stelle. Quasi tutti conoscono, almeno per sentito dire, le meraviglie di lusso della Costa Smeralda, paradiso terrestre del nord Sardegna. Pochi sanno però che si tratta anche del paradiso dell’abusivismo edilizio e delle evasioni fiscali nel settore delle compravendite immobiliari.

Porto Cervo, Porto Rotondo, Baia Sardinia, Cala di Volpe, Romazzino, Portisco… Piccole perle di bellezza e benessere in vendita nel cuore del Mediterraneo, che attirano facoltosi turisti da tutta Europa, e non solo. Ma non è tutto oro quel che luccica e nel solo 2008 la celebre Costa ha fatto da principale scenografia per numerose evasioni fiscali.

È ciò che è emerso nell’ambito di una serie di controlli effettuati dalla Guardia di Finanza dei comandi di Olbia, Palau e Santa Teresa di Gallura, coordinati dal Comando Provinciale di Sassari. Sono state infatti individuate evasioni nel settore delle compravendite e delle locazioni immobiliari in tutta la Gallura per un valore di ben 1,2 milioni di euro. Evasioni che sono dovute, come hanno spiegato le Fiamme Gialle, all’occultamento dei ricavi provenienti dalla vendita e dall’affitto di immobili in tutta la zona.

È l’altra faccia della medaglia del turismo in una regione come la Sardegna, in cui la povertà raggiunge livelli altissimi, accanto a enormi centri esclusivi per chi arriva da fuori. Una brutta contraddizione, che vede un luogo così magico in bilico tra miseria e sfrenato consumismo. E mentre nei centri urbani si soffre di mancanza di case e la gente non sa dove andare ad abitare, nelle cale più belle, magari a qualche chilometro di distanza, avvengono le più indiscrete speculazioni edilizie ed evasioni fiscali.

Come hanno spiegato i militari che hanno effettuato le ricerche, il mercato immobiliare della Gallura è estremamente florido, grazie alla particolarità del contesto socio-ambientale. E non è una novità che la grande affluenza di turisti, soprattutto nel periodo estivo, rappresenti per la Sardegna una condizione ottimale per l’aumento vertiginoso del valore di mercato degli immobili e degli appartamenti.

Un contesto che però apre inevitabilmente le porte anche a tutta una serie di manovre illecite, come quella appena scoperta. Tuttavia, il fenomeno delle evasioni fiscali non è altro che la punta di un iceberg fatto di violazioni normative capillari nel settore immobiliare. Basti pensare che intere aree di Olbia, il punto nevralgico del turismo sardo, sono nate in un batter d’occhio senza la minima traccia di legalità nelle costruzioni.

Si tratta di una vera e propria piaga. Finora in Sardegna sono state eseguite su richiesta dei Comuni qualcosa come 1.100 ordinanze di abbattimento per violazioni non condonabili, e gli abusivismi insanabili accumulati negli anni sono stimati in 4500, per la maggior parte lungo i litorali.

Speriamo che il controllo avvenuto ieri in Gallura non resti solo un isolato provvedimento per racimolare un altro po’ di soldi da sperperare, ma che sia solo l’inizio di un intervento serio per la salvaguardia economico-ambientale della regione.

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