La Croazia apre le porte agli italiani

da Rosie Cade
15 December 2008

C’è una bella novità per gli italiani. Dopo ben sessant’anni di divieto potranno facilmente comprare casa in Croazia. Già, perché dal 1946, quando Tito cacciò 350 mila italiani dal suo Impero, nessuno dei loro connazionali poté più avviare pratiche di compravendita immobiliare in questa bellissima zona del Mediterraneo.

Una vera e propria discriminazione, dato che questo divieto interessa solo lo stivale. Nel 1991 la Croazia, che apparteneva al territorio geopolitico della Jugoslavia, è diventato uno Stato indipendente, e così austriaci, tedeschi ed inglesi hanno gareggiato in una rapida corsa al mattone, con una vittoria schiacciante degli inglesi. Hanno comprato tutti i generi di immobili, dalle casette sul mare al villaggio turistico, dai rustici in campagna ai casali ottocenteschi in pietra.

E così nell’ultimo decennio è nato un florido mercato immobiliare in tutta l’area della Dalmazia, il corrispondente croato della Costa Smeralda, così come in tutta la zona delle colline dell’Istria, il corrispondente della Toscana. Zone che, dice qualcuno, sarebbero anche più belle delle cugine italiane. Un paradiso immobiliare, quindi, per qualità e prezzi, che la politica e la storia hanno chiuso a chiave solo per il confine italiano, mentre mezza Europa ne approfittava avidamente.

Ma qual è il motivo reale di questo divieto?

La civiltà che popola quelle zone ha una memoria a lungo termine molto forte, caratteristica che, evidentemente, manca a noi italiani. I sentimenti di astio e rancore nati in periodo fascista, lì, non li hanno dimenticati. I ricordi datati alla fine della Seconda Guerra Mondiale, su Mussolini e Tito, e sulle città di Pola, Fiume e Zara, lì, sono ancora vivi. Ecco perché un’antipatia profonda verso i “vicini di casa” ha portato la Croazia a impedire loro la compravendita immobiliare, attraverso un complicatissimo iter per poter anche solo chiedere la concessione.

Poi, nel 2006, con l’ingresso della Croazia nell’Unione Europea, qualcosa si è smosso, grazie all’amministrazione di Ivo Sanader. Tuttavia,le cose sono ancora molto complicate. E’ infatti necessario il consenso del Ministero di giustizia e del Ministero degli affari esteri, con tempi di risposta dai 12 ai 18 mesi, oppure creare una società di diritto croato a cui intestare l’immobile.

Dal primo febbraio del 2009, invece, le cose cambieranno davvero, e si darà il via alla liberalizzazione immobiliare anche per l’Italia. Secondo le ottimistiche previsioni delle agenzie immobiliari croate, il 2009 sarà l’anno in cui migliaia di friulani, veneti e lombardi si faranno la seconda casa nel loro “Paese delle Meraviglie”: una casa ristrutturata nelle colline dell’Istria costa circa 1.500 euro al metro quadrato, mentre sul mare sessanta metri quadrati ne costano 200 mila.

Nonostante la dilagante crisi economica in Italia, quindi, che raggiunge ogni fascia della società, ci sono ottime possibilità che il mercato si sposti verso la sua antica sorella d’oltralpe, meta di vacanze per personaggi famosi come Michael Douglas, Catherine Zeta-Jones, John Malkovich e la regina Rania di Giordania.

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